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  • Elena Benigni

Canalizzazione

Aggiornamento: 22 mar 2021


Canalizzazione: un termine quasi antico per dire che siamo esseri multidimensionali e possiamo collegarci alle informazioni di ogni altro essere vivente, intelligenza, traccia, registro, visibile e invisibile (cioè con lunghezza d’onda nel o fuori dal range 400/700 nanometri) . . . io amo la definizione omnicomprensiva di Campo Morfogenetico, tanto simile a quel sistema hellingeriano che consente esperienze eccezionalmente trasformative nelle costellazioni. In base a questa definizione del campo, possiamo accedere con tutta comodità intellettuale (senza grandi dilemmi mistici) alle informazioni che ci circondano e compenetrano solo indirizzando la nostra attenzione verso un argomento che ci interessa, un luogo, una entità, energia, simbolo…qualsiasi cosa sia mai esistita nella coscienza umana o si stia sul punto di creare. Fa paura l’immensità? Forse, ma dipende come la si guarda, certamente con gli occhi curiosi di un bambino davanti al cielo oscuro prevale la meraviglia, e anche nei miei davanti all’ignoto. Dal mio punto di vista canalizzare è sia una azione quotidiana che tutti operano in genere inconsciamente, sia la famosa tecnica. Forse il termine rigoroso in ambito medianico/spirituale si riferisce al fatto che una “completa” sintonizzazione con un certo tipo di energia, la si ha quando consentiamo a questa energia di riempire completamente il nostro canale spinale, ovvero l’asse verticale che passa per tutti e 7 i chakra principali. Ma sapete quanti altri chakra e canali che li uniscono sono stati descritti? Non numerabili, tendenti a infinto, e ognuno di questo è fatto apposta per essere riempito di energia!

C’è un facile esperimento per fare esperienza di ciò, l’ho creato leggendo le linee guida della CIA sulla visione remota (noiosissime e nondimeno utili), volete provarlo? Ora sono a casa, in una stanza semioscura, il computer acceso e il ticchettio dell’orologio . . . ora prendo un oggetto, ce l’ho tra le mani, ora solo nella sinistra mentre scrivo . . . prendo una scatolina di legno antica, con un bel disegno e ripongo l’oggetto al suo interno, lo faccio suonare un po agitando la scatolina . . . ora ripongo la scatolina con l’oggetto su un ripiano della libreria alle mie spalle . . . e vi chiedo prendete carta e penna, iniziate a scarabocchiare molto velocemente, cose a caso . . . per almeno 1 o 2 minuti . . . ora fate una pausa e chiedetevi cosa c’è nella scatolina? Tornate a scarabocchiare, veloci, quando ve lo sentite scrivere un colore . . . scarabbochiate, quando ve lo sentite scrivere una forma . . . scarabbochiate, quando ve lo sentite scrivere quello che vi viene, qualsiasi parola . . . quando avete finito scrivete le parole che sono uscite in un commento. . . presto vi svelerò l’oggetto misterioso

Enjoy!

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